Oggi, per un istante, guardando la morbidezza e la fluidità con cui una giovane donna, in televisione muoveva la sua chioma fluente, mi è passata per la mente, come un flash, l’idea di farmi crescere i capelli. Un pensiero, vago, mellifluo, che, però è sparito istantaneamente. D’improvviso, sola con me stessa, nel bagno di casa, di fronte al mio specchio mi sono trovata di nuovo con quell’idea costante nella mente. I capelli. Ero lì e mi stavo lavando i denti. Che poi, non capisco, come è possibile, ma i pensieri o le idee migliori si affacciano alla mia mente quando sono in piena attività con spazzolino e dentifricio. Sarà il benefico massaggio alle gengive, il profumo avvolgente e fresco di menta, l’acqua che fa fluire ogni cosa. Non so, comunque, mentre lavavo i denti ho visto il mio volto riflesso nello specchio. E no, ho pensato, mi piaccio esattamente così. Il mio taglio sbarazzino, il viso delicato incorniciato dai miei capelli mori, il sorriso curioso. Sì, è così che mi sento bella. E’ così che sono semplicemente me stessa.
Con questa consapevolezza, ora, mi sento libera di affrontare il mondo. E così indossati i miei abiti quotidiani di giornalista rampante che va in giro ad indagare le insidie del mondo, mi sono tuffata nella vita.
Ebbene sì, sono ormai cinque anni che la mia vita si snoda fra le strade della città con una penna in una mano e la fotocamera nell’altra. Indago, scruto ogni particolare e cerco di portare chiarezza in tutte quelle cose che, per superficialità, spesso vengono lasciate al caso. Amo scrivere e lo faccio di ogni cosa. Che sia cronaca nera, rosa, sport, politica, non importa. Tutto mi attrae e tutto mi carica di energia nuova, pronta a balzar fuori, in ogni istante. Ma, c’è sempre un ma in ogni cosa, un giorno sarò una giornalista scientifica. Sarò non solo l’inviata d’assalto, ma anche quella che con la sua penna scriverà con chiarezza ed esattezza delle innovazioni scientifiche dei nuovi ritrovati per la cura delle malattie rare e soprattutto non darò false illusioni a nessuno, mai.
Per il momento, scrivo sul mio quotidiano domestico, un quotidiano online che si sta affacciando alle porte della ribalta. Il suo eco già risuona nelle orecchie del mondo. I primi tempi, quando mi domandavano “che lavoro fai?”, rispondevo “la giornalista” e subito, tutti si incuriosivano e già tiravano fuori l’euro che avrebbero destinato all’acquisto di quel giornale che doveva dar conferma delle mie parole o smentirle. Io rispondevo “scrivo sull’eco di Caserta”.
A questa mia affermazione, faceva seguito, la faccia interdetta del mio interlocutore, che per non apparire poco attento ai quotidiani presenti in circolazione, domandava, con aria quasi indifferente, come se non avesse afferrato il nome: “quale giornale?” – ed io spiegavo che si trattava di un quotidiano on-line, che non si compra in edicola ma è fruibile semplicemente avendo a disposizione un pc e una connessione veloce ad internet. La curiosità era stata appagata. Ma comunque si facevano sempre ripetere il nome del quotidiano e qualcuno se lo scriveva anche sul primo pezzo di carta disponibile, e prontamente riponevano nella tasca più remota dei pantaloni, l’euro, salvo per l’occasione.
Ormai, per fortuna, quei tempi sono abbastanza lontani e quando nomino “l’eco di Caserta” ora, la maggior parte delle persone sa di cosa sto parlando. Fra una settimana esatta, con due colleghi attraverseremo l’Italia da sud a nord, per andare a presentare per la prima volta all’intera Nazione, il nostro quotidiano on-line. Saremo presenti, in tutto il nostro splendore ad un congresso organizzato da Avvenire a Bibione, che è una splendida località sul mare in provincia di Venezia.
Con Giacomo, decidiamo di andare in mattinata ad acquistare, con un po’ di anticipo i biglietti del treno per non correre il rischio di trovarci a mani vuote. La partenza è fissata per il 24 aprile e visto che ci sarà un lungo ponte, per la festa della Liberazione, è bene premunirsi. Ci siamo sentiti ieri nel pomeriggio e abbiamo concordato di vederci questa mattina alle 8.30 all’ingresso della stazione.
Giacomo è un giornalista non di professione ma solo per passione. Lui di professione vorrebbe fare il professore di musica. Suona deliziosamente il violino e vorrebbe insegnare musica ai ragazzi di scuola media. Ma la strada è ancora lunga e nel frattempo si diverte a fare interviste a uomini politici, a presenziare a cene o buffet, anche perché pur avendo un fisico longilineo adora mangiare.
Casertavecchia e il suo borgo medievale, rappresentano la meta ideale per una passeggiata nel verde. una guida vi portera' fra sentieri di storia e racconti di vita

Seguitemi, allora, cosa aspettate? La vita è adesso. Un puntino sospeso nell'infinito pronto a crescere e diventare un disegno dalle sfumature meravigliose. Giovanna Giaquinto è il mio nome e trasporto le parole dalla tua mente su un bianco foglio di carta. Provare per immaginare.