Nulla è impossibile se lo vuoi

C’era una volta un bel ragazzo di nome Sergio che abitava in una piccola casa in montagna con la mamma, il papà e quattro teneri cagnoloni. Sergio adorava sedersi accanto alla finestra della sua camera e guardare il verde dei prati, i fiori che ballano al vento e l’azzurro del cielo. Immaginava di poter correre con i piedi nudi sull’erba e di farsi accarezzare il viso dal vento. Ma per Sergio era impossibile, perché da dieci anni viveva su di una sedia a rotelle. Non usciva mai di casa e non voleva vedere nessuno perché non sopportava lo sguardo delle persone né le loro voci che, a volte, in silenzio, pronunciavano quella parola così tanto fastidiosa: “poverino”.

Non voleva neanche che la finestra, la sua porta sul mondo, venisse mai aperta. Ogni giorno, però, sul davanzale della finestra, si posava una farfalla che indossava tutti i colori della vita. Rimaneva lì, ferma per ore e sembrava proprio che guardasse Sergio, e andava via solo quando lui si allontanava dalla finestra alla fine della giornata.

Un giorno, però, accadde che dei bambini del paese vicino vennero a giocare accanto alla casa di Sergio. Prima, tirarono quattro calci ad un pallone e poi uno dei bambini prese un bastone e fece finta di essere un giocatore di baseball, ma ops, gli scappò il bastone che finì contro la finestra di Sergio, rompendo il vetro. Per fortuna non si fece male nessuno. I bambini scapparono via di corsa e la farfalla che non aspettava altro, ne approfittò per entrare e si posò proprio sul naso di Sergio che subito urlò: “vai via!”. E così la farfalla si alzò in volo e cominciò a danzare sulla testa di Sergio: “Uffa! Mi vuoi lasciare in pace? Tu che puoi vai in giro per il mondo”. E la farfalla d’improvviso esclamò: “perché, tu non puoi andare in giro per il mondo?”. Sergio, allora, spaventato, urlò: “Ma come, tu parli? Non è possibile. E la farfalla: “ Tutto è possibile, ed io parlo”. “Ma io comunque non posso camminare”, disse Sergio. “Hai ragione. Questo è il tuo limite. Anche io ne ho uno: ancora poco tempo e lascerò questa vita, ma sono contenta così. Tu, però hai tempo e puoi respirare, vedere, toccare tutte le cose e parlare; perché, allora, non provi ad uscire e a vedere quante cose belle ci sono? “Perché ho paura e mi vergogno”. “E di cosa di vergogni?” “Della gente che non mi guarda negli occhi. Tutti abbassano lo sguardo quando passo”. “E tu allora chiamali, magari con nomi strani. E vedrai che con un po’ di tempo le cose cambieranno. Ma ora basta parlare, non lo faccio sempre, e mi stanco. Andiamo a fare un giro”. “Ma…” “Ma…Cosa? Sergio, sali sulla mia schiena e ti porterò alla scoperta del mondo”. “Ma è impossibile. Tu sei troppo piccola ed io ti schiaccerei”. “Già te l’ho detto: nulla è impossibile. Provaci e lo scoprirai”. Così, Sergio, seguì il consiglio della farfalla e si aggrappò alle sue ali. E meraviglia, Sergio si sentì più leggero dell’aria. Salì in groppa alla farfalla ed insieme partirono all’avventura. Sergio, sentì, allora, il calore del sole, il canto degli uccellini, vide i bambini giocare, gli adulti lavorare e tutti al loro passaggio alzavano lo sguardo e la mano per salutare. Nessuno abbassò gli occhi. E per la prima volta Sergio non sentì il peso del suo limite. Volavano insieme, felici e questo era solo l’inizio. Dopo qualche ora di volo, la farfalla decise di portare Sergio a casa perché si rese conto che il suo tempo sulla terra era quasi scaduto. Rientrarono dalla finestra e Sergio si sedette di nuovo sulla sua sedia a rotelle. I suoi occhi brillavano di una luce viva ed anche quelli della farfalla, perchè sapeva di aver portato a termine lo scopo per il quale era stata creata. Salutò Sergio che, stanco, si era addormentato e andò via. Dopo qualche ora Sergio si svegliò. Si guardò intorno, cercando la farfalla, che non era più lì. Guardò in alto, alla ricerca del vetro rotto ma vide che era intero. E disse, triste: “Lo sapevo, era solo un sogno”. Di nuovo guardò fuori dalla finestra, ma vide sul davanzale un piccolo pezzo di vetro che rifletteva tutti i colori della vita. Aprì la finestra e lo prese. Capì, così, che forse era stato solo un sogno o forse no. Strinse, tra le mani, il pezzo di vetro e da quel momento lo portò sempre con sé. Da allora decise che poco alla volta avrebbe smesso di aver paura delle persone perché tutti hanno dei limiti ma basta chiudere gli occhi e salire sulle ali della fantasia e si può cominciare a credere che nulla è impossibile, bisogna solo volerlo.

Il limite di Sergio, divenne così, la sua forza. Cominciò ad uscire di casa e a chiamare con nomi buffi tutte le persone che quando lo vedevano abbassavano lo sguardo. Ben presto, tutti, al suo passare, alzarono gli occhi e la mano in segno di saluto. Se Sergio abbia sognato oppure no, nessuno può dirlo. Quello che, però, possiamo dire è che con la forza della sua volontà Sergio ha trasformato il suo sogno in realtà.

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Casertavecchia e il suo borgo medievale, rappresentano la meta ideale per una passeggiata nel verde. una guida vi portera' fra sentieri di storia e racconti di vita

 

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Seguitemi, allora, cosa aspettate? La vita è adesso. Un puntino sospeso nell'infinito pronto a crescere e diventare un disegno dalle sfumature meravigliose. Giovanna Giaquinto è il mio nome e trasporto le parole dalla tua mente su un bianco foglio di carta. Provare per immaginare.